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4.5
(2)

“dammuso” indica la casa, l’abitazione. Altra denominazione del dammuso รจ “locu”,
“locu”, voce siciliana, la cui origine palesamente latina, locus, risale al periodo in cui i siciliani, sudditi dell’impero d’oriente, sbarcarono a Pantelleria a seguito dell’occupazione bizzantina. Con questo ultimo termine, locu, si indicava nell’antichitร , la casa sita nei centri urbanizzati (Scauri, Tracino, Khamma), mentre con la voce dammuso, si indicava l’abitazione di campagna

Due sono i tipi di dammuso:

a pietra “rutta” cioรจ a pietra grezza e lo spessore dei muri va da 1 a 2 metri.

a pietra “tagghiata” cioรจ a pietra squadrata. I dammusi in pietra squadrata, le cui mura hanno uno spessore di 40-90 cm., si trovano negli agglomerati urbani di Khamma, Tracino, Scauri ecc. ed hanno intonaci esterni tinteggiati color pastello o semplicemente imbiancati Nei dammusi rurali lo spessore dei muri va da 1 a 2 metri.

Quando venne usata la pietra tagliata e si conobbe la calce, lo spessore dei muri si ridusse a 40 cm. e le pietre murate in unica fila vennero concatenate con la calce e la terra. I muri esterni, prima inclinati, vennero edificati a piombo, l’altezza dei due tipi di dammuso si aggira sui 4 metri, cupole escluse.

Nei dammusi vi sono tante cupole quante sono le stanze. Quasi mai intonacati all’esterno, mostrano le pietre scure a faccia vista senza che le connessure vengono stuccate con malta di calce o pozzolana.

Poche le aperture e di piccole dimensioni, per combattere il freddo e il caldo, anche se il dammuso รจ una costruzione termo-regolata ed acusticamente protetta per i suoi materiali lavici e per le dimensioni dei muri e dello spessore delle volte.

Solitamente si accede al dammuso, che รจ di forma rettangolare, attraverso un viottolo erboso e ad accoglierti vi รจ:

“u passiaturi, u pirterra”, cioรจ una terrazza dal pavimento di balate o di coccio dotato di comode

“ducchene” ossia di sedili in pietra mattonati e con spalliere

Nel “Passiaturi” c’e’ “a vucca da isterna

Sulla terrazza si affacciano, il piรน delle volte,

“gli occhi d’archetti”, cioรจ due archi a tutto sesto di un ambiente luminoso con tre porte, due frontali ed una a sinistra di chi vi accede e che immette in cucina, il cuore della casa di un tempo, perchรจ si svolgeva la vita di tutta una giornata di lavoro e radunava di sera la famiglia attorno al tavolo.

Nella cucina spaziosa, davanti alla finestra, ricoperti di mattonelle di maiolica e di solito, “u furnu” per il buon “pane di casa“. Generalmente il forno si trova o accostato al dammuso o dentro un vano, accessorio cucina.

Accanto alla cucina, dove vi รจ sempre un armadio a muro con o senza porta “u stipu a muro” vi รจ un magazzino “u macaseno” deposito di malaga, bionda, carne di maiale, provviste invernali e vino (la moderna dispensa).

Il soffitto della cucina, del magazzino e delle altre stanze รจ a volta.

Diversi sono i tipi di volta: a botte, a capanna, a crocera, a vela, con lunette e a volta reale.

La volta a botte รจ la piรน antica e scarica il peso sulla muratura longitudinale, รจ leggermente arcuata per permettere all’acqua piovana di raccogliersi e di defluire nella cisterna.

Variante del tetto a botte il tetto a capanna, tipico delle chiesette di campagna. Fino al secolo XVII si costruirono questi due tipi di volte.

Con l’avvento della calce si realizzรฒ la copertura a cupola, a crocera, a vela e a lunetta.

La volta reale, che scarica il suo peso lungo tutto il perimetro della costruzione, รจ formata da quattro spicchi che convergono in un unico punto centrale della stanza.

La volta a lunetta geometricamente piรน complessa, scarica il suo peso agli angoli dell’edificio. E’ formata da piรน spicchi impostati su quattro archi, nel loro andamento regolare verso il centro formano una ricca composizione di linee.

Dato rilevante di un dammuso รจ

il pavimento che in tempi antichissimi era di terra cotta dalle dimensioni 20×20, in quelli meno antichi di maiolica.

Sulla porta, in alto, del dammuso fra l’arco e l’asse di legno, la “sardetta”, un piccolo ripostiglio per riporre cibo o arnesi.
Nel dammuso, in un posto nascosto, il pantesco riponeva il denaro e gli oggetti d’oro. Siamo di fronte alla “truvatura” una vera cassaforte. Era abitudine tenere il denaro anche sotto un mattone del pavimento.

Lasciamo la cucina e passiamo nella sala

dalla quale si va, attraverso la porta, negli archetti, cioรจ nell’ambiente spazioso e illuminato a giorno.
Dalla sala si va anche nella
“Kammara” ambiente spazioso e illuminato a giorno.

“Arkova” รจ un piccolo nido d’amore dove trova sistemazione solo il letto matrimoniale.
Camera da letto dall’arco a tutto sesto e dal soffitto piรน basso rispetto agli altri, priva di finestra

“cammarino”, una seconda stanza da letto priva di finestra

“cantaru”, per i bisogni notturni nel dammuso non c’era bagno, di giorno di andava sotto un albero

Poco distanti dal dammuso sorgono per gli animali piccoli costruzioni dai muri a secco e dal soffitto a volta:

  • “U sarduni” per l’asino o il mulo;
  • “U ghirbeci” per la capra;
  • “U zacchinu” per il maiale;
  • “U gaddrinaru” per le galline
  • “A cunigghiera” per i conigli

Adiacenti al dammuso:

“U vagnanu” cioรจ l’orto

“L’aira” di forma circolare, aveva nel suo centro un palo per sostenere un legno che veniva legato all’asino bendato per la trebbiatura

“U stinnituri” di forma rettangolare racchiude uno spazio in terra battuta, protetto dal lato piรน lungo da un alto muro a secco e lateralmente da due muri inclinati.

Nello stenditoio si dispongono ancora oggi i grappoli di zibibbo per farli essiccare al sole onde ottenere la malaga, necessaria per la produzione del passito di Pantelleria.

Si dispongono anche i grappoli di zibibbo giร  immersi nella soluzione bollente di acqua e potassa per avere la bionda.

Per tale motivo vicino allo stenditoio c’e’ il fornello fatto di pietre murate con taio (fango).

Accanto al dammuso:

“U Jardinu” cioรจ il giardino, di forma cilindrica e dai muri a secco. La sua paternitร  secondo il notaio D’Aietti รจ araba.

“Il palamento” una vasca rettangolare per pigiare l’uva.

“Il palaturi” che ne riceveva il succo.

Nei dammusi di campagna faceva bella mostra di se la pergola che con i grappoli di uva ornava la facciata, cioรจ il prospetto dell’abitazione.

E sempre nel dammuso rurale veniva murata una vecchia zappa, fuori uso, avendo cura di lasciare allo scoperto l’occhiello, che serviva a trattenere la cavezza dell’asino in sosta.

Importante per la sua utilitร  รจ “a Jsterna”, il serbatoio di acqua piovana che serviva e tuttora serve per tutti gli usi.
Detta cisterna ha le pareti di pietra e la copertura a volta, una volta meno accentuata di quella del dammuso. La parte interna รจ impermeabilizzata con un impasto di tufo e calce fino ad una certa altezza.

La cisterna haun’apertura superiore che permette di attingere l’acqua piovana, alcune presentano anche un’apertura laterale che, oltre a consentire di entrarvi per la pulitura, serve, assieme a quella superiore, come sistema di aereazione per mantenere l’acqua fresca e ossigenata.

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